Vasco Rossi e il tesoro nascosto: tutta la verità e i retroscena

Su Vasco Rossi se ne sono scritte e dette di tutti i colori. Intorno alla figura della rockstar italiana sono nate tante leggende, dalle malattie incurabili alle affermazioni sul sud, tanto per citarne due.

Un’altra storia molto suggestiva che negli anni si è fatta strada è quella relativa alla possibile esistenza di un tesoro nascosto di Vasco. Si tratterebbe di una serie di canzoni inedite, scritte negli anni e mai incise, messe in un cassetto pronte per essere pubblicate postume. Sulle opere postume Vasco ci ha sempre scherzato su.

In rete circola una serie di provini che spopolano tra i fan, canzoni registrate principalmente negli anni ottanta, pezzi ironici, ma nello stesso tempo struggenti come Vestita di Bianco o Donna Particolare (dedicata a Mina) e ancora canzoni che danno la sensazione di avere un grande “spessore cantautorale” come Sognerò e Continuavi nella sera, nonostante la qualità dell’audio sia scadente, sono tanti i commenti di fan che dicono di emozionarsi all’ascolto di questi brani.

In passato è capitato che Vasco recuperasse pezzi scartati da album precedenti per inciderli successivamente, è il caso, ad esempio, di Maledetta Ragione, esclusa da Liberi Liberi e inserita in Vivere o Niente. Altro pezzo ripescato è “Marta piange ancora”, brano che pare sia stato scartato dall’album Canzoni per me e rivisitato per essere inserito poi nell’album Sono Innocente. Ma esiste davvero il tesoro nasco di Vasco? A domanda specifica, posta qualche anno fa, la storica portavoce del Blasco, Tania Sachs avrebbe smentito categoricamente questa possibilità.

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